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Martedì 18 Agosto 2015 07:52

Dov'è la carne?

editorial-150817-1-1-SS-Tethered-dead-whales-waiting-to-be-butchered-CC-363-280wGlobicefali morti, compresi esemplari giovani, tenuti legati a Sandavágur, in attesa di essere macellati. Foto Sea Shepherd / Cris CelyCommento del Capitano Paul Watson, Fondatore di Sea Shepherd

Molti feringi e perfino alcuni danesi stanno diffondendo messaggi intitolati "Le bugie di Sea Shepherd".
Sostengono che Sea Shepherd stia mentendo sulla strage dei globicefali. Loro affermano che è un atto umano; noi insistiamo che non lo è. Affermano che i cetacei muoiono sul colpo; noi abbiamo documentato come ciò non corrisponde alla verità. Sostengono che i bambini non partecipano alla Grind; noi possediamo la documentazione che dimostra il contrario. DIcono che Sea Shepherd stia mentendo circa il livello di tossicità del mercurio contenuto nella carne; noi indichiamo i medici feringi come prova della verità delle nostre asserzioni. I cacciatori feringi sembrano pensare che qualsiasi cosa non collimi con la loro visione del mondo sia una menzogna.

Diamo uno sguardo alle affermazioni avanzate dai feringi, secondo cui i cetacei vengono uccisi per avere disponibilità di carne, dalla carne deriva la loro sussitenza e la carne non viene in alcun modo sprecata.
A parte il fatto che abbiamo documentato la presenza di intere carcasse giacenti sul fondo dell'oceano, possiamo anche ricorrere a qualche elementare nozione matematica per smentire questa affermazioni e dimostrarne la falsità.
Quando i globicefali vengono uccisi sono soggetti a divisioni in quelle che i cacciatori di cetacei definiscono "skinn".
1 skinn = circa 50 KG di carne e circa 25 KG di grasso
Con una media di 880 cetacei uccisi ogni anno, il totale è di 335,720 kg (circa 740 libbre) di carne e 167,860 kg (circa 370 libbre) di grasso.
Il governo faroese ha raccomandato di limitare le consumazioni di carne e grasso ad 1 o 2 volte al mese, e uno studio ha dimostrato che soltanto il 17 % circa degli isolani lo mangia in effetti più di una volta al mese. il 47 % ha affermato di consumare la carne dei cetacei molto raramente o di non mangiarla affatto.

http://www.diebucht.ch/tl_files/pdf/Pal%20Weihe.pdf

Ai fini di questa statistica, possiamo fissare al 40% la media di chi fa consumo di carne di globicefali due volte al mese. 

La popolazione delle Isole Faroe è di 49.469 (come registrato nel 2013). il 40% di questo numero corrisponde a 19.787 persone.
Un pasto di carne consiste in circa 0,250 kg (circa 0,5 libbre) di carne e 0,05 Kg (circa 0,11 libbre) di grasso).
Due pasti al mese portano al risultato di 24 pasti all'anno, con un totale di 6 kg (circa 13 libbre) di carne e 1,2 kg (circa 2,6 libbre) di grasso consumati.
Ciò signfica che ogni anno i feringi consumano 118.722 kg (262.000 libbre) di carne e 23.744,4 kg (circa 52.000 libbre) di grasso.
La media delle uccisioni ogni anno ogni anno è di circa 335.720 kg ( 740 libbre) di carne e 167.860 kg (circa 370 libbre) di grasso.
Ogni anno, 216.998 kg (circa 478.000 libbre) di carne e 144.115,6 kg (circa 252.000 libbre) di grasso scompaiano. Dove vanno a finire?
It appears that twice as much meat disappears than is eaten.
Sono state formulate alcune ipotesi per cui la carne venga utilizzata per nutrire il salmone di allevamento. Io ho contattato gli allevamenti di salmone, che hanno negato questa ipotesi. Esiste una possibilità per cui potrebbe essere venduta agli allevamenti di animali da pelliccia in Russia. I feringi hanno saputo approfittare del divieto europeo di scambi commerciali con la Russia per accrescere le loro esportazioni di salmone in Russia. Ciò è interessante in sé e per sé perchè la Danimarca ha vietato il commercio con la Russia e la Norvegia ha subito un calo nelle esportazioni di salmone diretto in Russia, il che è risultato in un aumento delle esportazioni del salmone di allevamento in Russia. Anche in questo caso non abbiamo alcuna prova delle esportazioni della carne. Ma quello che sappiamo è che deve pur andare da qualche parte, la domanda è: dove? Le autorità danesi non dovrebbero indagare a tal proposito?
Ho ricevuto rapporti secondo cui molti feringi conservano la carne nei freezer e quando è disponibile nuova carne quest'ultima va a sostituire quella più vecchia, che viene gettata via. L'anno scorso Sea Shepherd ha raccolto foto e filmati in cui alcuni abitanti delle Isole Faroe gettavano in mare, dalle scogliere, la carne dei globicefali.
Una parte della carne viene venduta ai turisti nei ristoranti alle Isole Faroe, nonostante i feringi affermino che la carne non è oggetto di vendita in alcuna occasione. Ma questo non è nemmeno lontanamente vicino a rispondere alla domanda di chi chiede dove finiscono circa 217 tonnellate (478.000 libbre) di carne e 114 tonnellate (252.000 libbre) di grasso. È un mistero che le autorità feringe e danesi dovrebbero essere obbligate a spiegare.
La domanda è: i feringi soffrono per carenza di carne a disposizione?
The question is: Are Faroese deficient in the availability of meat?
Ci sono circa 70,000 pecore nelle Isole Faroe, quindi 20,000 in più di quanto sono le persone. Infatti la parola "Faroe" significa pecora. Le isole delle pecore. Ogni anno i feringi macellano circa 30.000 pecore, sopratutto quelle di sette anni d'età e gli agnelli.
Gli alevamenti di salmone feringi producono circa 70 tonnellate di salmone all'anno. I feringi hanno un'efficiente eindustrializzata flotta di pesca d'altura. Questi due settori danno alle Faroe il più alto reddito pro capite di qualsiasi paese in Europa.
I feringi si lamentano di dover importare verdure, carne di maiale, carne bovina, pollo e frutta. La realtà è che importerebbero gli stessi cibi anche senza uccidere i globicefali. Importano anche computer, auto e tutti i lussi della civiltà occidentale. Pagano queste cose con lo sfruttamento su larga scala del pesce e con i profitti dei loro allevamenti di salmone. Inoltre ricevono sussidi dall'Unione Europea senza dover rispettare le normative europee.
Le Isole Faroe sono uno dei luoghi più ricchi del pianeta. Semplicemente non esiste alcuna necessità economica o di sussitenza che richieda l'uccisione di globicefali e delfini.
Secondo le disposizioni della Legge Parlamentare Faroese (il nome della legge viene qui tradotto letteralmente, mancando l'esistenza di una traduzione ufficiale della legge stessa, nota di traduzione), la popolazione feringia può cacciare e uccidere i seguenti cetacei:
1. Globicefalo, Globicephala melas
2. Iperodonte boreale, Hyperoodon ampullatus
3. Lagenorinco acuto, Lagenorhynchus acutus
4. Lagenorinco rostrobianco, Lagenorhynchus albirostris
5. Tursiope comune, Tursiops truncatus
6. Focena o marsuino, Phocoena phocoena

Sea Shepherd ha osservato il massacro dei cetacei nelle isole Faroe per molti anni. Quello che abbiamo visto è un gruppo di persone (non tutte di nazionalità feringia) ossessionate dalle uccisioni. Lo avvertiamo nell'entusiasmo che mettono nelle corse verso il mare al momento di massacrare i globicefali; lo sentiamo nei loro applausi e nelle loro risate; lo vediamo nella gioia che esibiscono quando infilzano le lame nella carne di queste creature così gentili. Lo percepiamo nei loro bambini che mutilano i corpi dei globicefali, e giocano con i loro feti o cavano loro gli occhi. I globicefali non muoiono per fornire la carne. I dati delle uccisioni dimostrano che non è questo il caso. I cacciatori di cetacei feringi uccidono perchè credono che questa sia parte della loro tradizione, eppure i loro antenati non avevano elicotteri con cui individuare i branchi, barche a motore con le quali cacciarli, o gru idrauliche e camion con i quali trasportarli. Non avevano neppure una marina che difendesse la Grind. Ma i loro antenati avevano qualcosa che i feringi oggi non hanno, la necessità di sussistenza.

 

Traduzione a cura di Giovanni Nuccio

Operation Sleppid Grindini
Visita il sito
Operation Sleppid Grindini
per maggioi informazioni.
 

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