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Commentary and Editorial

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Martedì 28 Maggio 2013 17:28

L'Islanda è intenzionata a riprendere il massacro delle balenottere comuni in via di estinzione

Commentario di Erwin Vermeulen, Capo Ingegnere di Sea Shepherd

Endangered Fin WhaleBalenottera comune in via di estinzione
Foto: Erwin Vermeulen / Sea Shepherd

Era uno di quei magici giorni di mare. La nave dove lavoravo si era lasciata alle spalle le colonie di Pinguini Reali e gli assembramenti di elefanti marini dell'isola sub-antartica della Georgia del Sud e puntava a nord-est verso un'altra perla faunistica dell'Atlantico del Sud: l'isola Gough.

Non c'era un alito di vento, molto raro nei 'cinquanta urlanti' ed il mare era piatto come uno specchio. In queste condizioni è facile avvistare la fauna selvatica e uno spruzzo in lontananza indicava la presenza di una grande balena. Abbiamo rallentato e dopo un po' ci siamo fermati del tutto quando prima una, poi due ed infine cinque balenottere comuni si sono mosse in direzione della nave. A volte vengono avvistati singoli individui o coppie composte da madre e cucciolo, ma di solito viaggiano in piccoli gruppi come questo. Dove il cibo è abbondante, questi gruppi si riuniscono e possono arrivare a superare il centinaio di esemplari.

Per quanto ne sappiamo, si tratta del secondo animale più grande che sia mai vissuto sul pianeta dopo la balenottera azzurra. Nonostante gli oltre 20 metri di lunghezza e le 75 tonnellate di peso che questi mammiferi pelagici possono raggiungere, sono estremamente eleganti, aerodinamici e veloci. Normalmente evitano le navi o rimangono indifferenti, ma a volte corrono con le imbarcazioni, rompendo le onde su una rotta parallela a distanza di sicurezza.

Raggiungono velocità fino a 40 km/h e possono facilmente superare la mia nave. Questa velocità ha permesso loro di evitare lo sterminio di massa che ha colpito la più lenta specie di balene dall'avvento del motore a vapore e, più tardi, dei motori diesel, l'invenzione dell'arpione esplosivo e l'introduzione delle navi fattoria.

Negli anni '50 e nei primi anni '60, 30.000 balenottere comuni venivano uccise ogni anno. Tra il 1905 e il 1976, risulta che venissero uccise 725.000 balenottere in oceano del Sud, 74.000 nel Pacifico del Nord (1910-1975) e 55.000 nell'Atlantico del Nord (1910-1989).

Quando raggiungono il sud in primavera o il nord nell'emisfero settentrionale, si concentrano su una cosa sola: mangiare. Si abbuffano di krill e dei branchi di pesci dell'Oceano del Sud (e dell'Artico), dopo l'accoppiamento ed il parto in luoghi di riproduzione sconosciuti. Mangiano ingoiando grandi quantità di prede, la loro gola si espande finché l'acqua non viene spinta fuori attraverso i fanoni.

Ora, alla fine della stagione e sulla rotta di ritorno verso nord per sfuggire all'implacabile inverno antartico, sono grasse e felici e, apparentemente, diventano curiose.

Up to 184 Fin Whales may be taken in this year's huntQuest’anno potrebbero essere catturate circa 184 balenottere comuni
Foto: Erwin Vermeulen / Sea Shepherd

Non le avevo mai viste fare prima ciò che fecero quel giorno. Giravano lentamente intorno alla nave, ancora e ancora, inclinandosi leggermente su un fianco, mostrando il lato grigio-nero a sinistra della testa o il lato destro con la classica mascella bianco pallido nella parte inferiore e guardando da sotto la superficie verso queste piccole, euforiche creature che le salutavano dalla ringhiera. Chiunque abbia guardato in quegli occhi vi dirà la stessa cosa – parlano di intelligenza e curiosità.

Ogni volta che ho incontri di questo tipo con i cetacei, due pensieri mi vengono in mente: il primo, forse un residuo genetico dell'antico cacciatore, mi porta a pensare quanto sarebbe facile ucciderli in queste circostanze. E subito dopo il secondo, forse la voce della compassione, della ragione e della civiltà mi porta a domandarmi "chi mai potrebbe uccidere un essere così bello, maestoso ed intelligente come questo".

Sappiamo tutti chi.

Il Giappone ha ucciso 18 balenottere comuni nelle ultime otto stagioni di caccia alle balene in Antartico (dieci nell'estate meridionale del 2005/6, tre nel 2006/7, l'anno dopo zero, una nel 2008/9 e nel 2009/10, due nel 2010/11 ed una nel 2011/12). Il punteggio è stato di nuovo pari allo zero quest'anno. Dalla stagione 2007/8, si sono auto-assegnati una quota di 50 balenottere comuni l'anno, ma gli interventi sempre più efficaci di Sea Shepherd hanno evitato una strage di queste proporzioni.

La Groenlandia fa riferimento ad una quota fissata dalla Commissione Internazionale per la Baleneria (IWC) di 19 balenottere comuni, la sottospecie del Nord Atlantico, all'anno. La Groenlandia avrebbe voluto aumentare la sua quota di 'grandi balene', ma non gli è stato concesso perché le indagini hanno dimostrato che la carne di balena veniva liberamente venduta in oltre un centinaio di negozi in Groenlandia e veniva servita nei ristoranti turistici come 'barbecue di balena' o come ' sushi della Groenlandia'. La Groenlandia uccide balene sulla base di una concessione aborigena, la cui condizione è che tutti i prodotti derivati dalle balene uccise vengano utilizzati per la sussistenza della popolazione indigena. Invece gli abitanti della Groenlandia commerciano la carne di balena, rendendola addirittura disponibile nei negozi della Danimarca.

All'inizio di quest'anno, la Groenlandia ha fatto quello che tutti i bracconieri di balene del mondo fanno quando sono in disaccordo con l'IWC - ha ignorato la decisione di questo impotente organismo e ha stabilito autonomamente la propria quota – decidendo comunque di mantenere il numero di balenottere comuni a 19.

Quando parliamo di balenottere comuni, l'attuale assassino di massa è l'Islanda. La caccia commerciale alle balene in Islanda è stata interrotta nel 1986, quando è entrata in vigore la moratoria dell'IWC, ma si è usata la familiare scusa della cosiddetta caccia alle balene a scopo scientifico fino al 1989. La maggior parte del pescato è stato utilizzato come mangime negli allevamenti di pellicce in Islanda. Nel 1992 l'Islanda ha lasciato l'IWC ma non ha potuto riprendere la caccia alle balene poiché il Giappone, membro dell'IWC, non era autorizzato ad importare carne di balena da un paese non membro. Si è riunita all'IWC nel 2002, con riserva sulla moratoria. Nel 2009 ha stabilito autonomamente la propria quota di 154 balenottere comuni all'anno. In quell'anno ne hanno catturate 125 e148 l'anno dopo.

Nel 2012 l'Islanda ha deciso, per il secondo anno consecutivo, di non uccidere balenottere comuni. Nel 2011 non c'era stata alcuna domanda di carne di balena dal Giappone a seguito del terremoto e dello tsunami, avvenuti nel marzo dello stesso anno. Il terremoto ha danneggiato due degli impianti di lavorazione della carne di balena con cui gli islandesi fanno affari. Affari? Sì! Mentre l'appetito per la carne di balenottera minore è minimo in Islanda, il mercato della carne di balenottera comune e' inesistente. La caccia viene effettuata solo per il profitto derivante dalle esportazioni verso il Giappone, in nome del suo glorioso schema di sovvenzioni dal momento che in Giappone i magazzini sono pieni di carne di balena invenduta, ma quella nazione teme il giorno in cui rimarrà l'unica sul pianeta a macellare balene.

Nel 2012, secondo i media islandesi, il macellaio di balene islandese Kristjan Loftsson, Amministratore Delegato della società Hvalur, non è riuscito a raggiungere un accordo con il sindacato della pesca su salari e condizioni di lavoro. Il fatto che l'interesse dei consumatori per la carne di balena in Giappone stia diminuendo, ed i profitti stiano quindi calando, ha certamente contribuito.

Tuttavia, all'inizio di maggio, Loftsson ha annunciato ad un giornale islandese che sarebbero state di nuovo cacciate balenottere comuni quest'anno. L'inizio della caccia è previsto per il mese di giugno e si protrarrà fino a settembre. Alla quota precedente di 154 può essere aggiunto un altro 20 per cento delle quote inutilizzate lo scorso anno e questo significa che 184 balenottere potrebbe finire ammazzate. Verranno utilizzate due barche per cacciare e trainare poi le balene arpionate fino allo stabilimento di lavorazione di carne di balena a Hvalfjordur.

Una ragione per ricominciare questa attività tanto disprezzata ed economicamente dissennata potrebbe essere il fatto che, dopo il 2013, il permesso quinquennale della Hvalur scadrà. "La maggior parte della carne di balena di quest'anno verrà esportata in Giappone - "le cose stanno migliorando lì ... tutto si sta riprendendo", ha detto Loftsson. Loftsson è noto per avere la lingua lunga con la stampa, per poi tirarsi indietro presentando una varietà di scuse. In Islanda la carne di balenottera minore è in vendita nei negozi e ristoranti di tutta Reykjavic .... perfino in un ristorante messicano, che molto stranamente serve anche carne di pulcinella di mare (la pulcinella di mare è anch'essa molto pubblicizzata nei ristoranti di tutta Reykjavic). Non vi è alcuna traccia di carne di balenottera comune o prodotti collegati in vendita a Reykjavic. Loftsson alimenta le sue navi baleniere usando un 'biocarburante' composto per l'80 per cento da diesel e per il 20 per cento da olio di balena. Loftsson sostiene che l'olio è "ancora più amico dell'ambiente" poiché è ottenuto dal grasso sottocutaneo delle balene, utilizzando il calore prodotto dagli sfiati vulcanici islandesi.

Tuttavia, i preparativi sono in corso - due navi, la Hvalur 8 e la Hvalur 9, sono in preparazione per la caccia (con 5-6 persone che lavorano sulla Hvalur 9). La Hvalur 9 sembra essere in condizioni migliori rispetto alla Hvalur 8, ma su entrambe si stanno portando a termine i preparativi. Sono legate con sei cavi di ormeggio in acciaio elettrificati, ciascuna espone cartelli che indicano che i vascelli sono protetti da Securitas, una società di sicurezza internazionale, ed altri avvertimenti di monitoraggio video a circuito chiuso. Nessuna delle due navi aveva ancora gli arpioni montati, ma i supporti sul ponte erano puliti e protetti da coperture di tela. La Hvalur 6 e la Hvalur 7 vengono ridipinte in un argine di pietra a Hvalfjorour. Sono state rimorchiate da Reykjavik a Hvalfjorour l'anno scorso e sono ancora ritenute inutilizzabili, niente più che pezzi di un museo galleggiante.

Se queste operazioni andranno avanti, sarà interessante vedere se gli Stati Uniti sosterranno la loro condanna della caccia islandese alla balenottera comune con sanzioni economiche, come consentito dall'Emendamento Pelly, e se l'Unione europea farà altrettanto.

 

Traduzione a cura di Andrea de Leonardis

A young child holds their nose as the processing of whales goes onUn bambino si tappa il naso mentre è in atto la lavorazione delle balene
Foto per gentile concessione di www.goecco.com

 

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