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Giovedì 17 Dicembre 2015 22:30

La HMNZS Otago ritorna oggi in Nuova Zelanda

editorial-151217-1-1-MC-10-0422-015-Flickr-NZ-Defence-Force-1000wLa HMNZS Otago (qui nel Golfo di Hauraki) ha fatto ritorno dall'Antartide.
(Foto: Creative Commons) Commento del Capitano della Steve Irwin, Siddharth Chakravarty

Giovedì 17 dicembre 2015

Per la seconda volta quest'anno, una nave pattuglia delle Forze di Difesa neozelandesi (NZDF) ha fatto ritorno dall'Antartide. L'ultimo pattugliamento si è concluso a gennaio quando la HMNZS Wellington ha localizzato i pescherecci illegali Yongding, Songhua e Kunlun, non riuscendo però a salirvi a bordo. Le prove raccolte dal pattugliatore a gennaio hanno consentito al governo spagnolo di riscuotere un ammontare di 17.4 milioni di euro da multe comminate agli operatori di quei pescherecci illegali.
Questa volta la HMNZS Otago è tornata appena 17 giorni dopo l'inizio della stagione di pesca nel Mare di Ross, e dato che la stagione di pesca durerà, secondo le previsioni, altri due mesi, si spera che il ritorno sia dovuto ad un rapido rifornimento di viveri e carburante.
Otto imbarcazioni autorizzate sono state ispezionate durante il pattugliamento e apparentemente non è stata rilevata alcuna attività di pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) durante i 17 giorni di perlustrazione.

Anche se ciò dà l'impressione che le Forze di Difesa neozelandesi stiano facendo tutto il possibile in Oceano del Sud, la verità è molto diversa.
• Il titolo che afferma " Le Forze di Difesa neozelandesi completano l'azione di pattugliamento in Oceano del Sud" è fuorviante, in quanto il Mare di Ross è solo una sua piccola parte di esso. E' ben documentato, inoltre, che i pescherecci illegali hanno oramai da anni modificato le loro operazioni, pescando in aree nell'alto mare dell'Antartide, a circa 2000 miglia nautiche a ovest del Mare di Ross. Una servizio di pattugliamento efficace non può non includere le “terre di nessuno” dell'Antartide.

• Da anni il governo australiano e quello neozelandese affermano che le navi illegali mantengono lo status di "non regolamentate": questo garantisce loro l'immunità dall'abbordaggio da parte delle navi pattuglia inviate dai paesi membri della CCAMLR. Durante l'inseguimento della Thunder, fu evidente che i pescherecci illegali avessero manomesso i registri, falsificato i documenti e, quindi, che avessero agito con doppia identità. Tutti questi elementi li rendono navi pirata, ed in quanto tali, passibili di abbordaggio da parte delle navi pattuglia, anche in alto mare. Un pattugliamento efficace deve essere sostenuto da una maggiore motivazione e volontà politica.

• La Bob Barker ha inseguito la Thunder per 110 giorni. A ciò si è aggiunta la raccolta di prove mentre la nave affondava e le testimonianze in tribunale che hanno contribuito a condannare gli ufficiali a tre anni di carcere e a far prelevare 15 milioni di euro di multe comminate ai proprietari. Un pattugliamento efficace deve durare più di 17 giorni.

Per questi motivi, alle navi da pesca illegali Yongding, Songhua e Kunlun è stato consentito, all'inizio di quest'anno, di continuare a pescare in presenza della HMNZS Wellington. Il pescato delle tre imbarcazioni è stato immesso sui mercati, ed è svanito senza lasciare traccia.
Se il governo della Nuova Zelanda è impegnato a spendere i soldi dei contribuenti per regolamentare l'Antartide, allora deve rendere giustizia a questo stanziamento. Deve adeguarsi alle organizzazioni criminali così flessibili e alle loro operazioni. Deve far fronte all'illegalità stando un passo avanti rispetto ai bracconieri. Deve estendere il concetto di illegalità, per includere le operazioni di baleneria illegale condotte dal Giappone. E deve inviare ancora una volta la HMNZS Otago in Oceano del Sud. Per il resto dell'estate.

editorial-151217-1-3-SS-IF2-SI-Crew-Siddharth-Chakravarty-03-800xIl Capitano della Steve Irwin, Siddharth Chakravarty. Foto: Tim Watters

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Traduzione a cura di Giovanni Nuccio

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