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Lunedì 09 Maggio 2016 14:03

L'origine di Operazione Albacore: un lungo cammino, un lungo inseguimento e un nuovo fronte nella lotta per proteggere la fauna africana

Lunedì, 09 maggio 2016 - Commento del Capitano Peter Hammarstedt


0000editorial-160509-1-4-2013-PH-BoardingTrawler-2-1000wIl capitano Peter Hammarstedt ispeziona il peschereccio sequestrato a Monrovia, in Liberia nel corso del 2013. Foto: Sea ShepherdQuando ci siamo diretti a nord, lungo la costa occidentale dell'Africa, abbiamo spuntato uno ad uno tutti i paesi. Come la lista delle imbarcazioni che abbiamo deciso di inseguire in Operazione Icefish, abbiamo depennato i paesi mentre cercavamo di capire all'infinito dove sarebbe potuta approdare la F/V Thunder. Il Sud Africa ci sembrava improbabile. La Germania e il Sud Africa erano al centro di giochi di guerra e diverse fregate sbuffavano fumo al largo del Capo di Buona Speranza. La Namibia... forse? Sapevamo che il proprietario della F/V Thunder era spagnolo e che c'erano un sacco di interessi spagnoli nella pesca al largo di Walvis Bay.

Ma abbiamo superato la Namibia in direzione nord, e poi successivamente l'Angola e il Congo, perplessi sulle trame del capitano della F/V Thunder, Luis Alfonso Rubio Cataldo; le sue intenzioni oscure hanno alimentato l'immaginazione dell'equipaggio di Sea Shepherd, che ormai aveva trascorso più di cento giorni in mare. Abbiamo fatto scorerre le dita lungo le coste segnate sui nostri grafici, lidi stranieri che erano misteriosi quanto la promessa della fine dell'incessante inseguimento.

Improvvisamente la F/V Thunder ha cambiato rotta, come per approdare. Addentrandoci nel Golfo di Guinea, siamo corsi a informare il maggior numero di paesi possibile che la F/V Thunder sarebbe potuta entrare nelle loro acque entro 48 ore. Il Gabon era una possibilità e a rispondere al mio allarme è stato Mike Fay, biologo conservazionista americano ed Esploratore per National Geographic a Libreville, che ha risposto scrivendo nell'oggetto dell'e-mail: "Ho informato chi dovrebbe essere in grado di agire... tenetemi informato, agguanteremo quel ragazzo". La Marina del Gabon era disposta ad arrestare la F/V Thunder se fosse entrata nelle sue acque territoriali e, come risultato di questo impegno, Fay ed io abbiamo cominciato a discutere sulla possibilità di portare una nave di Sea Shepherd in Gabon.

 

0000editorial-160509-1-1-20160425-DS-Board-Meeting-005-DS009978-1000wMichael Fay, Esploratore di National Geographic, a bordo della M/Y Bob Barker a Libreville, Gabon. Foto: Denis SinyakovLa F/V Thunder non ha mai raggiunto il Gabon. Cataldo ha volutamente affondato la sua nave nelle acque profonde 3.000 metri al largo della costa di São Tomé e Príncipe, dopo 110 giorni di inseguimento da parte della M/Y Bob Barker. L'affondamento è stato una sorpresa in un primo momento, ma riflettendoci era chiaro il motivo perché Cataldo scelse come sito di affondamento le 80 miglia al largo dello stato insulare dell'Africa occidentale. Sapeva che a São Tomé e Príncipe mancava la capacità operativa di salvare la sua nave e che le motovedette costiere erano troppo limitate nel raggio operativo. Il Golfo di Guinea è afflitto da problemi logistici quando si tratta di applicare la legge. Queste difficoltà sono state sfruttate da Cataldo quando ha affondato la sua nave; e questi ostacoli sono anche il motivo per cui l'attività di pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) in Africa occidentale è tra le più alte al mondo.

L'inseguimento della F/V Thunder ha portato la M/Y Bob Barker nel Golfo di Guinea, ma il suo affondamento è stato la causa per cui la M/Y Bob Barker è rimasta.

Non ho alcun dubbio che il più lungo inseguimento di una nave bracconiera della storia marittima abbia colpito profondamente Fay. Nel 1999, egli ha intrapreso la sua leggendaria MegaTransect nel Bacino del Congo, camminando a piedi per 455 giorni consecutivi e inventariando ogni pianta e animale in cui lui e il suo team di guide pigmee si imbattevano. A volte la giungla era così fitta che il gruppo di Fay poteva avanzare solo per 100 metri al giorno. La spedizione, senza precedenti per la sua lunghezza e ambizione, è servita come base per la creazione di 13 parchi nazionali in Gabon, un'iniziativa di conservazione del Gabon con una portata così massiccia che oltre il 15 per cento della superficie del Gabon è ora protetto come parco nazionale. Il fatto che l'uomo che aveva completato la camminata più lunga avrebbe collaborato con l'equipaggio che aveva appena finito l'inseguimento più lungo era inevitabile.

Per disegnare i piani iniziali dell'Operazione Albacore, Fay mi ha portato in volo sul suo piccolo aereo Cessna nella Riserva presidenziale del Gabon Wonga Wongue, una vasta distesa di savana e giungla, che è il cortile della capitale del Gabon, Libreville. Abbiamo discusso della logistica mentre rintracciavamo gli animali nella boscaglia; la falcata di Mike superava di gran lunga le mie gambe abituate al mare, che correvano per tenere il passo. Quando abbiamo raggiunto una radura nella giungla, ci siamo accovacciati sotto un albero alto di Okoume, nascosti dietro le sue radici, quando Fay ha imitato il verso di un piccolo ondulato. Un grande uccello da preda è immediatamente sceso dal cielo e abbiamo sentito i ramoscelli scricchiolare e le foglie sbriciolarsi sotto i piedi di una gruppo di scimpanzé che si muovevano in una battuta di caccia appena oltre la nostra vista. La vita era tutta intorno a noi, eravamo circondati da un oceano di suono.

0000editorial-160509-1-3-20160426-DS-Flight-Over-Africa-013-20160426-DS-Flight-Over-Africa-001-DS000239-1000wMandria di elefanti camminano nel Parco Nazionale Loango, in Gabon. Foto: Denis SinyakovQuando Fay non traccia gli elefanti dal suo Cessna, come parte del servizio del parco nazionale del Gabon a supporto dell'intelligence sulle operazioni di bracconaggio di avorio, vola sopra le barche di pesca al tonno. Non è una strana transizione passare dal difendere la fauna selvatica della foresta a proteggere le creature oceaniche, dato che anche la fauna selvatica unica del Gabon sembra non aver deciso se vivere sulla terra o in mare. I gorilla della pianura occidentale del Gabon sono stati visti giocare sulle spiagge segnate come proposte di future riserve marine e i suoi famosi “ippopotami che surfano”, nuotano letteralmente verso il largosolo per la gioia di tornare a riva facendo surfare il loro corpo.

Gli elefanti del Gabon, i gorilla e gli ippopotami sono iconici, ma altrettanto importante per la biodiversità del Gabon è il tonno, e il Gabon ha alcune tra le più acque ricche di tonno di tutto il mondo. Il venti per cento del pescato dichiarato di tonno nell'Atlantico è raccolto nelle acque del Gabon – ed è solo ciò che viene dichiarato.

Poche settimane prima dell'affondamento della F/V Thunder, la Marina del Gabon aveva arrestato due pescherecci a strascico cinesi entrati nelle acque del Gabon dal Congo. Ma come São Tomé e Príncipe, al Gabon mancava un pattugliatore d'altura che potesse coprire l'intera area delle sue acque territoriali. Grazie alla visione e la leadership di Fay, alla Marina del Gabon, al ministero della Pesca del Gabon, all’Agenzia di controllo della pesca del paese, al National Park Service del Gabon e a Sea Shepherd Global, il Gabon ha ora un pattugliatore già famoso tra i bracconieri di tutto il mondo.

E' impossibile sapere cosa stava pensando Cataldo quando ha preso la decisione di affondare la sua nave. Ma sono sicuro che non avrebbe mai immaginato che le sue azioni sarebbero servite da trampolino di lancio per Sea Shepherd, per diventare una forza contro la pesca INN nelle acque dell'Africa centro-occidentale. Mentre i paesi di tutto il continente combattono il bracconaggio dell'elefante africano e altri crimini legati alla fauna selvatica, il Gabon apre ora un altro fronte necessario alla lotta per proteggere la fauna africana, quello in cui il successo sarà misurato in base ai pescherecci sequestrati, piuttosto che sulle zanne d'avorio confiscate.

 

Traduzione a cura di Mario quark Di Bacco

 

00000editorial-160509-1-2-20160426-DS-Flight-Over-Africa-010-DS000121-1000wNaufragio ventennale sulla costa fuori Port Gentil, Gabon. Foto: Denis Sinyakov

 



 

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