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Mercoledì 18 Marzo 2015 07:47

Tendendo la trappola

dal Capitano della Sam Simon, Sid Chakravarty

commentary-150317-1-JW-ss-interpol-shirts-2120-1000wSea Shepherd e l’Interpol - due degli agenti centrali coinvolti nello sforzo internazionale per consegnare laThunder alla giustizia. Foto: Jeff WirthLa permanenza della SAM SIMON a Port Louis, nelle Mauritius, ha dato i suoi frutti.
Le autorità mauriziane, assistite dall'Unità Crimini Ambientali dell'Interpol dalla Francia, hanno investigato su un crimine commesso da una nave battente bandiera nigeriana, sospettata di essere proprietà di una compagnia spagnola, in acque regolamentate da una commissione con sede in Australia, con prove raccolte da una nave con bandiera olandese e capitanata da un indiano.

La frase precedente rende chiari i motivi per cui il far rispettare la legge in mare aperto per crimini legati alla pesca sia così difficile. Le leggi internazionali e la cooperazione devono funzionare al meglio per poter indagare su questi crimini. Nelle Mauritius, ho potuto vedere esattamente questo. Le autorità mauriziane hanno lavorato a stretto contatto con i loro ministri locali e l'Interpol per esaminare le prove a bordo della SAM SIMON per poter completare la prima parte dell'inchiesta sulle infrazioni della Thunder.

L'Unità Crimini Ambientali dell'Interpol gioca un ruolo molto importante in queste indagini internazionali. Essendo stata recentemente promossa Direttivo-sub dell'Interpol, questa unità è un gruppo di persone molto appassionate con anni di esperienza in crimini ambientali, che lavora insieme per portare radicali cambiamenti sul modo in cui i crimini internazionali vengono accertati e di come viene svolto l'esercizio della legge. Per dirla in parole semplici, agiscono come un centro di comando per la raccolta di informazioni e come nodo di comunicazione per far si che tutte le parti in gioco possano restare connesse in ogni momento. E, cosa più importante, mettono la loro esperienza al servizio delle indagini.

La Thunder è una delle prime navi al mondo a ricevere una Purple Notice dall'Interpol. La notifica risale al dicembre 2013, su richiesta dei ministri della pesca di Norvegia, Australia e Nuova Zelanda. Quando la BOB BARKER ha rintracciato la Thunder, il 17 dicembre 2014, l'evento ha dato inizio a una nuova alba per il controllo della legalità in mare aperto. Ogni singolo giorno in cui la BOB BARKER è stata a contatto con la Thunder ha permesso all'Interpol di avere i propri "occhi" puntati sulla Thunder. Ogni singola rete che è stata confiscata dalla SAM SIMON ha permesso all'Interpol di costruire un'accusa contro la Thunder. Con Sea Shepherd, un'organizzazione non governativa, ad agire come cane da guardia in mare aperto e con l'Interpol, l'organizzazione che collega le forze di polizia di tutto il mondo, ad agire dietro le quinte e collegando i punti, il futuro della pesca illegale, non documentata e non regolamentata è oscuro.

I criminali, che hanno vagato per gli oceani del mondo gettando le loro reti distruttive e catturando vite del mare illegalmente, non resteranno più nascosti. Una rete di cooperazione internazionale si sta formando rapidamente per intrappolare e catturare questi operatori. Che si sappia che la BOB BARKER non si lascerà sfuggire la Thunder; la nave bracconiera verrà consegnata nelle mani della giustizia per far si che venga giudicata dall'Interpol e dalle autorità competenti. E' tempo di porre definitivamente fine alla striscia distruttiva della Yongding, della Songhua, della Kunlun e della Thunder.

commentary-150317-1-JW-crew-authorities-group-shot-blur-2119-1000wL'equipaggio della Sam Simon consegna le prove dell'attività di pesca illegale della Thunder all'Interpol e alle autorità mauriziane a Port Louis, Mauritius. Foto: Jeff Wirth

Traduzione a cura di Luca Virga

 

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